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Conformitą degli strumenti

 

I requisiti essenziali degli strumenti MID sono definiti come requisiti di prestazione, e non come specifiche di progettazione a cui essi devono conformarsi, ai fini della “loro commercializzazione e messa in servizio per le funzioni di misura, giustificate da motivi di interesse pubblico, sanità pubblica, sicurezza pubblica, ordine pubblico, protezione dell’ambiente, tutela dei consumatori, imposizione di tasse e di diritti e lealtà delle transazioni commerciali” - art.1 del D.Lgs. 22 febbraio 2007 n. 22.
Nello specifico, il nuovo approccio per la dichiarazione di conformità, (i.e. l’immissione sul mercato) impone per le suddette 10 categorie di strumenti requisiti essenziali definiti e legati alla tipologia della misura piuttosto che alle caratteristiche costruttive e tecnologiche degli strumenti. Questi ultimi infatti sono soggetti a continua evoluzione di componenti e principi che ha spesso determinato, specie negli ultimi anni, un progressivo e continuo potenziale disallineamento tra norme e tecnologie, soprattutto quando i limiti imposti dalle regole metriche legali erano basati principalmente sulle caratteristiche costruttive e non sulle prestazioni metrologiche dello strumento.
I requisiti essenziali descritti dalla Direttiva sono rappresentati da errori tollerati, riproducibilità, ripetibilità, discriminazione e sensibilità, durabilità, affidabilità, idoneità, protezione dall’alterazione, iscrizioni ed informazioni, indicazioni del risultato, ulteriore elaborazione dei dati. Ciascun requisito essenziale viene descritto nella Direttiva MID, nella sezione Allegato di ciascuno strumento, ed il Fabbricante[1] deve dichiarare come il proprio strumento soddisfa i suddetti requisiti, ove applicabili ed il rispetto dei requisiti essenziali (e di quelli tecnici di ciascun allegato) che consente l’immissione sul mercato e la messa in servizio dello strumento metrico.
La conformità di uno strumento di misura ai requisiti essenziali è attestata dalla presenza congiunta della:
  • marcatura CE,
  • marcatura metrologica supplementare M.
Entrambe le marcature devono essere apposte dal fabbricante o sotto la sua diretta responsabilità e la loro presenza costituisce requisito necessario ai fini della commercializzazione e messa in servizio degli strumenti metrici.
 
Per gli strumenti che soddisfano i requisiti metrologici previsti dalla normativa in vigore prima del 30 ottobre 2006 sono consentite la commercializzazione e la messa in servizio fino al 30 ottobre 2016.
 
Gli strumenti MID per i quali non era previsto il controllo metrologico legale dalla normativa in vigore fino al 30 ottobre 2006, possono continuare a essere utilizzati, purché:
o       già in servizio alla data di entrata in vigore della direttiva, 
o       non siano spostati dal luogo di utilizzo.
La Direttiva MID stabilisce inoltre che “lo strumento di misura deve garantire un elevato livello di tutela metrologica affinché le parti possano reputare affidabile il risultato della misurazione; la progettazione e la fabbricazione dello strumento di misura debbono essere di elevata qualità per quanto riguarda le tecnologie di misurazione e la sicurezza dei dati da misurare”. Nell’allegato I sono definiti i requisiti cui gli strumenti di misura debbono conformarsi per conseguire tali obiettivi, completati, se del caso, dai requisiti specifici dello strumento riportati negli allegati da MI-001 a MI-010, in cui si illustrano in modo più dettagliato alcuni aspetti tecnici specifici.




[1] Secondo quanto indicato all’art. 2 del D.Lgs. 2 febbraio 2007 n. 22 il fabbricante metrico è “la persona fisica o giuridica responsabile della conformità dello strumento di misura (…) ai fini della commercializzazione del medesimo con il proprio nome o della messa in servizio del medesimo per i propri scopi”
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