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Disciplina sulla produzione dei preimballaggi

 

L'Ufficio Metrico della Camera di Commercio è incaricato della sorveglianza sulle quantità effettive contenute nei singoli preimballaggi.

Un prodotto è preconfezionato quando è contenuto in un imballaggio di qualsiasi tipo e tale operazione è effettuata in assenza dell’acquirente e in modo che il quantitativo del prodotto contenuto nell’imballaggio abbia un valore determinato in anticipo e non possa essere modificato senza alterare l’imballaggio.

I preimballaggi possono essere distinti in:

-         Preimballaggi CEE, regolati dal D.L. 3 luglio 1976 n. 451 e successive modificazioni ed integrazioni (per alcuni liquidi alimentari) e dalla L. 25 ottobre 1978 n. 690 e successive modificazioni ed integrazioni (per i prodotti diversi dai liquidi alimentari);

-         Preimballaggi di tipo diverso da quelli CEE, regolati dal D.P.R. 26 maggio 1980 n. 391 e successive modificazioni ed integrazioni.

I fabbricanti e gli importatori di preimballaggi, di tipo diverso da quelli CEE, hanno l'obbligo di comunicare al Ministero dello Sviluppo Economico, anche per il tramite del proprio Ufficio Metrico, il codice secondo cui sarà formata la sigla identificativa del lotto produttivo ed il piano di controllo statistico.

Tale comunicazione deve essere resa prima dell'inizio della produzione o dell'importazione e che, secondo quanto specificato dalla Circolare ministeriale n. 71/2 del 19/9/1995, per modalità di controllo statistico ammesse od autorizzate si devono intendere quelle seguite secondo norme nazionali od internazionali in materia di campionamento statistico pubblicate da Enti di normazione (UNI, ISO, ecc) scelte con riferimento alle caratteristiche degli impianti produttivi interessati ed alle proprietà dei prodotti preconfezionati.

Il 16/02/2010 è entrato in vigore il D.Lgs 12/2010 relativo alla metrologia con riferimento alle quantità nominali - gamme - di contenitori e confezioni per la commercializzazione di prodotti liquidi e non in imballaggi preconfezionati. La norma tiene conto delle preferenze dei consumatori, dell’innovazione nel settore del preconfezionamento e della vendita al dettaglio, con l’obiettivo di garantire la libera circolazione dei prodotti, riducendo le tipologie di quelli per la cui commercializzazione continuano ad essere prescritte quantità nominali obbligatorie.

 

 

 

 

 

 

 

 

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